Anticipare le esigenze dei mercati garantendo qualità e sicurezza nei processi produttivi e adottando tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente. Ecco la visione dell’azienda Libretti, nel Ragusano

La sostenibilità in serra è ormai un requisito fondamentale. Puntare su sistemi di coltivazione a basso impatto ambientale e su tecniche agronomiche ecosostenibili sono le carte su cui scommettere per vincere nei mercati di tutto il mondo.

Lo sa bene l’azienda agricola Libretti di Vittoria (Ragusa) che con i suoi 70 anni di vita, festeggiati meno di un anno fa, ha saputo riscrivere la storia della serricoltura siciliana grazie alla propria capacità di vedere lontano. Tre generazioni le cui storie incrociano passato, presente e futuro, in prima linea nel cambiamento che loro stessi hanno portato. La sostenibilità è da anni la bussola che tengono in mano per orientarsi nei mercati, la stessa che oggi sta disegnando le nuove forme dello stare insieme.

Sostenibilità in serra

In azienda si impiegano tecniche agronomiche ecosostenibili, come il sovescio, con lo scopo di proteggere il suolo e migliorare la fertilità dei terreni. «In passato si coltivavano le cosiddette primizie, ortaggi che si raccoglievano solo in determinati periodi, a differenza di quanto accade oggi in cui la produzione ormai sembra costante nel tempo. Per noi è fondamentale rispettare i ritmi della terra – spiega Giuseppe Libretti, agronomo e general manager dell’azienda – ecco perché puntiamo sul sovescio che ci consente un cambio colturale utile per il suo effetto nematocida naturale».

Tra le colture impiegate vi sono le brassicacee, che vengono fatte crescere in modo spontaneo a fine produzione, verso maggio. In seguito alla fresatura con trattore, il materiale tritato viene lasciato sul terreno per apportare i propri benefici. «Usiamo il rafano – precisa Libretti – con il quale abbiamo constatato un’efficacia del 100%».

Dopo il sovescio, tra giugno e agosto si prosegue con la pacciamatura. Chiuse le serre, si copre il terreno con dei film plastici trasparenti, avendo l’accortezza ogni tanto di irrigare con acqua attraverso un sistema a gocce. L’aumento della temperatura, che giunge sino ai 50-60°C, sviluppa un calore che riesce a uccidere gran parte dei parassiti, salvaguardando la flora microbica antagonista di quella patogena.

«È un metodo naturale che non dà residui e rischi alcuni, che consigliamo di effettuare almeno per una trentina di giorni» aggiunge l’agronomo. «I risultati sono davvero buoni. Ciò ci consente anche di avere un notevole risparmio economico. L’unico costo, infatti, è la plastica per la pacciamatura».

Il recupero delle acque

L’acqua è un bene prezioso e indispensabile. È per questo che l’azienda ha deciso di organizzare un sistema per il recupero delle acque piovane, al fine di ridurre lo sfruttamento dei pozzi. Tale recupero viene attuato tramite delle condutture e dei fluviali che consentono di far defluire sia le acque piovane presenti sui tetti delle serre sia le acque che si raccolgono lungo le strade asfaltate tra le serre verso un invaso.L’acqua raccolta viene poi miscelata adeguatamente con quella dei pozzi per riequilibrarne il contenuto in sali minerali. Un sistema di filtri consente infine di trattenere le impurità grossolane.

L’alleanza con gli insetti utili

Accanto alle pratiche agronomiche a basso impatto ambientale e agli accorgimenti utili a razionalizzare l’uso delle risorse, l’azienda Libretti ha deciso di puntare sull’utilizzo degli insetti utili. Alcuni insetti sono risultati fondamentali nell’ambito della lotta integrata. «Usiamo gli insetti utili in particolare su peperone e melanzane» spiega Libretti. «Impieghiamo degli antagonisti come, ad esempio, gli insetti della famiglia dei fitoseidi per combattere i cosiddetti ragnetti (molto frequenti) oppure il Nesidiocoris, antagonista della Bemisia tabaci. Dopo anni di test, posso dire che questi metodi funzionano tanto così come i sublimatori di zolfo, con dei fornellini specifici che risultano degli ottimi repellenti per vari insetti oltre che per l’oidio: altra tecnica a zero impatto ambientale». Infine, grande importanza nell’impollinazione è rivestita dai bombi (Bombus terrestris) che trovano largo impiego nelle serre di pomodoro.

Il packaging sostenibile

Seppur l’esperienza di questa azienda agricola affondi le sue origini nel 1950, oltre a mantenere vivo un modo autentico di fare agricoltura, ha saputo anticipare i tempi. Ne è un esempio la scelta del packaging in cartone con certificazione ambientale Fsc. Le confezioni vengono chiuse con dei film biodegradabili in polietilene a bassa densità. Tutto materiale che non inquina. «Il mercato premia questi accorgimenti» commenta l’agronomo. «Noi lavoriamo con la gdo, soprattutto estera, e non possiamo non applicare questi accorgimenti. Ce li richiedono i grandi gruppi di acquisto. Ci sono requisiti abbastanza rigidi, che è giusto rispettare».

La dolcezza Premium

Fiore all’occhiello della produzione Libretti sono i pomodori. Da qualche mese abbiamo lanciato la linea Premium, caratterizzata dal grado Brix superiore a quello della linea convenzionale. «La scelta di creare questa linea nasce dalla voglia di dare ai consumatori un prodotto con delle caratteristiche organolettiche diverse» racconta Libretti. «L’abbiamo realizzata incrementando il grado Brix. Un risultato ottenuto grazie alle favorevoli condizioni pedoclimatiche in cui si ritrovano le nostre serre e ai nostri accorgimenti agronomici. Oltre che, naturalmente, alla selezione delle varietà più adatte».

FONTE: https://coltureprotette.edagricole.it/orticoltura/sostenibilita-in-serra-esempio-nel-ragusano/

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